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Linda Cervesato – Udine, Italy

English Version

My name is Linda, I’m 17 years old and I come from Italy, from Udine a city in the region of Friuli Venezia Gulia.

My life has totally changed since I came here in Wellington –  it got better!

The day of the departure is still clear in my mind, despite being three months ago. After a 5 hour car trip I arrived at Milan-Malpensa airport. I was nervous, anxious about my luggage, because I thought it was too heavy or might get lost! I was also scared because I realised I was going to the other part of the world alone….

All alone?  No, because Riccardo was with me, another Italian guy. I didn’t know Riccardo before and I didn’t know what to talk about with him, as I am a little bit shy and introverted with people I don’t know. However, in the end we became friends.

We checked our luggage in, farewelled our parents and passed through all the controls to get on the plane with Dubai as our destination. After 5 hours I arrived in Dubai and from there I went to Sydney.

It took 14 hours to get to Sydney and once I arrived there I continued to Auckland where I got on my last plane with Wellington as my destination. When I arrived in Wellington there was my host family waiting for me and they brought me home. As I got home I discovered that was another girl, Kiko from Tokyo, Japan at my homestay.  That evening I cried because I felt alone and I missed my parents and family. I also remember that I fell asleep straightaway because I was really tired from the journey.

The next day my host mother explained to me where I had to take the bus and the next day I went with Kiko to explore the city. I was scared because I didn’t know the city, I had to speak English and I was also confused because here in New Zealand they drive on the right-hand side .

The first days of school I was shivering because I didn’t know anybody or the place and there were many classrooms. I didn’t know where to go or how to find my classrooms. It was in those first days that I met some wonderful people who helped me and always helped me when I needed it. These people are – my Dean, Julia, the head of the international department – Maria, my ESOL teacher- Jenny and Simona a girl from Macedonia who helped me to find my classrooms. All these people, my teachers and the other international students made my stay here in Wellington a most beautiful and special memory.

In conclusion the first moments were really difficult, because I had to get to know the people who I was staying with, build myself a new routine, get to know the city, make new friends and live like a New Zealand girl. With time everything started to get easier and easier and I really started to enjoy every moment spent in Wellington.

The school really surprised me, as it works in a very different way from school in Italy. In Wellington, I could choose which subjects I wanted to study and, based on my personal timetable, I started school at 10 o’clock and I finished at 3.20 in the afternoon. The relationship with my teachers was really different, because here I could joke with teachers and they were always available if I was in need. Moreover all the classes have the necessary equipment for that subject, for example the biology classes have everything needed to carry out experiments.

In the beginning following the lessons was difficult because, if I missed a word, I missed everything. As time went by, I found my English improving, both speaking and listening.

Although I talked to my parents almost every day, I missed them a lot because I couldn’t bear the idea of watching them on the screen of my iPhone and not being able to hug them. I missed my friends, but not so much, because here I made new friend with whom I was really happy. I remember that during one of my ESOL classes I was standing in front of a world map with two other international students and we were showing each other the way we travelled to arrive in Wellington.  

With this experience I grew up! Now I feel more independent and I can make decisions by myself without asking my parents to help. Now I can easily move to another city without being scared of exploring the city or asking for information.

It was the little things like being in the city, making new friends and discovering a new way to learn that became my best moments!

 

Italian Version

Mi chiamo Linda, ho 17 anni e vengo dall’Italia, più precisamente da Udine che si trova in Friul Venezia Giulia.  La mia vita e’ cambiata totalmente da quando sono arrivata a Wellington, in meglio ovviamente!

Il giorno della partenza è un ricordo ancora vivo nella mia mente, nonostante siano passati tre mesi.

Dopo 5 ore di macchina insieme ai miei genitori sono arrivata all’aeroporto di Milano-Malpensa. Ero tesa, preoccupata per la valigia perche’ pensavo fosse troppo pesante o andasse perduta ed ero spaventata perche’ avevo realizzato che sarei andata dall’altra parte del mondo da sola. Proprio sola no, perche’ con me c’era un altro ragazzo sempre italiano, Riccardo, pero’ non lo conoscevo e non sapevo di cosa parlare con lui, dacche’ sono un po’ timida e chiusa con le persone che non conosco.

Lasciate le valigie, salutato i nostri genitori e passati i controlli sono salita sull’aereo direzione Dubai. Ci sono volute 5 ore per arrivare a Dubai e altre 14 per arrivare a Sydney. Da Sydney ho proseguito verso Auckland e da li ho  preso un volo locale e sono arriavta a Wellington.

All’aeroporto di Wellington la famiglia che mi ospitava è venuta a prendermi e mi ha portata a casa. Arrivata a casa ero terrorizzata perche’ non conoscevo nessuno e ho scoperto che c’era anche una ragazza giapponese, Kiko,  di Tokyo. Arrivata a casa ho anche realizzato che ci sono voluti 3 giorni di viaggio per raggiungere la Nuova Zelanda.

Ricordo che appena ero sola nella mia stanza mi sono messa a piangere perche’ mi sentivo sola e mi mancavano i miei genitori e i miei amici, ma ero talmente stanca per il viaggio e il fuso orario che quella sera mi sono subito addormentata. Il giorno seguente non avevo scuola e la mia host mother mi ha spiegato dove prendere il bus per andare a scuola o in centro citta’. Quel giorno sono rimasta a casa pero’ quello seguente sono andata in centro con Kiko  e anche questa volta ero quasi nel panico perche’ ero in una citta’ sconosciuta e dovevo per forza parlare inglese altrimenti non avrei avuto modo di avere informazioni o semplicemente comunicare con qualcuno. I primi giorni di scuola tremavo come una foglia perchè non conoscevo nessuno e tanto meno il posto in cui mi trovavo, che era enorme e pieno di aule,  non sapevo dove andare o come arrivare alla mia classe. E’ stato in questi gornri che ho conosciuto delle persone fantastiche che mi hanno aiutata e tutt’ora mi aiutano se sono in difficoltà e queste persone sono la mia dean Julia, la responsabile del dipartimento degli studenti internazionali Maria, la mia insegnante di ESOL Jenny e Simona una ragazza proveniente dalla Macedonia che i primi giorni mi ha fatto da guida attraverso  la scuola e mi ha mostrato dove si trovavano le mie classi. Tutte loro assieme ai miei insegnanti e gli studenti internazionali hanno reso la mia permanenza a Wellington un ricordo speciale e indimenticabile.

Insomma, i primi momenti sono stati duri perchè ho dovuto imparare a conoscere le persone con cui abitavo, le regole della casa, una nuova città, un nuvo modo di vivere.

Superati i primi giorni tutto è diventato più facile, mi sono costruita una nuova routine, mi sono fatta dei nuovi amici, ho imparato a conoscere la città e ho imparato a vivere come una ragazza neozelandese.

La scuola è la cosa che mi ha più colpita, nel senso che la scuola funziona i maniera completamente diversa dalla  mia scuola italiana. Ho potuto scegliere le materie che avrei voluto studiare e in base al mio orario personale iniziavo la scuola alle 10 del mattino, finivo alle 3.20 e non dvevo andare a scuola  il sabato. Il rapporto che avevo con gli insegnanti era molto diverso, qui in Nuova Zelanda potevo parlare e scherzare tranquillalmente con loro e se ero in difficoltà loro mi aiutavano senza problemi. Inoltre le classi erano dotate di tutto il materiale necessario alla materia come, ad esempio, le classi di biologia erano equipaggiate per poter svolgere degli esperimenti.

Svolgere le lezioni in inglese a volte è stato difficile perchè perdevo il filo del discorso se non capivo una parola, però questo con il tempo è passato e ora sono in grado di affrontare una lezione senza chiedere il significato delle parole.

Con l’andare dei giorni mi sono sentita sempre più sicura a girare per la città, parlare fluentemente in inglese, chiedere informazioni.

I miei genitori mi sono mancati molto in questi tre mesi, nonostante li sentissi quasi ogni giorno. Non sopportavo l’idea di vederli attraverso lo schermo dell’iPhone e non poterli abbrcciare. Mi sono mancati anche i miei amici, ma non molto a parte il mio migliore amico, perchè qui ho trovato delle persone meravigliose con cui condividere la mia cultura e le mie tradizioni. Mi ricordo che nei primi giorni ero in una classe di ESOL e io e un ragazzo indiano e  uno thailandese indicavamo sulla mappa del mondo dove abitavamo e quale tragitto abbiamo percorso per arrivare a Wellington.

Questa esperienza mi aiutata a crescere, perchè adesso mi sento più indipendente, riesco a gestirmi il tempo tra fare i compiti e potermi rilassare e riesco a prendere decisioni da sola, ragionando sulla situazione senza chiedere aiuto ai miei genitori. Adesso potrei trasferirmi in un’altra città senza aver troppa paura di chiedere informazioni o esplorare la città da sola. Sono le piccole cose come andare in città, stare con gli amici, provare nuove esperienze e scoprire nuovi modi di apprendere le cose che hanno costruito il mio migliore momento.