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Mathilde (Mati) Campioni – Como, Italy

Mati (pictured left), after doing the all night Relay for Life to raise money for cancer survivors with her friends from Germany and Switzerland.

Mi chiamo Matilde, ho 17 anni e sono italiana, vivo a Como che è una città nel nord Italia, famosa perché si trova su un lago. Nel 2016 ho deciso che volevo andare per dieci mesi in Nuova Zelanda e ho iniziato a prepararmi per un’esperienza che sapevo già mi avrebbe cambiato tantissimo. Non ho scelto come destinazione Wellington, ma la mia host family ha scelto me e ha deciso che avrei frequentato la Wellington High School.

Sono partita a luglio 2017, da Milano, ho fatto scalo a Dubai, Melbourne, Auckland e infine sono arrivata a Wellington. Come dire, il viaggio è già un’impresa, figurarsi quello che mi aspettava dopo!

 

I primi giorni ero un po’ disorientata, perché ero in questo paese completamente diverso dal mio, dove parlavano una lingua diversa e dove in generale le abitudini delle persone non erano quelle cui ero abituata nella mia vita italiana. Per fortuna ho iniziato la scuola subito (all’inizio ero un po’ depressa, perché chi vuole iniziare ad andare a scuola a luglio mentre tutti gli amici italiani sono al mare a scattarsi selfie? ma poi ho capito che era quello che ci voleva) e questo mi ha tenuto impegnata a non pensare troppo a tutte le persone che avevo lasciato a casa in Italia.

 

Nella mia scuola, Wellington High School, ci sono tantissimi studenti internazionali, che essendo nella mia stessa situazione, mi hanno aiutato a superare questo primo momento di smarrimento. È assolutamente normale e non bisogna spaventarsi, ma restare positivi, perché le cose migliorano molto in fretta. Sinceramente io, ero così eccitata per tutte le nuove avventure e scoperte che stavo facendo, che non ho mai sentito troppo la mancanza della mia famiglia e dei miei amici.

 

Ho fatto tantissime esperienze diverse, la mia famiglia mi ha portato dappertutto e mi ha fatto subito sentire a mio agio. Ora mi sento come se vivessi qui da sempre. Siamo andati a sciare, a fare passeggiate di più di un giorno nei bellissimi luoghi di questo paese, mi hanno portato alle Hawaii, ad alcuni show a teatro e mi hanno dato la possibilità di andare anche in barca a vela, che era uno sport che già praticavo in Italia. Con la scuola, invece, per la classe di outdoor education (la mia preferita!), sono andata a fare surf, kayak, snorkeling, scuba diving in piscina, nuoto e tantissime altre attività che la scuola italiana non si sogna neanche di fare.

 

La scuola è molto diversa da quella italiana, si possono scegliere le materie, cinque o sei, naturalmente è tutta in lingua inglese, inizia alle 8:45 o alle 10 di mattina (solo per chi fa 5 materie) e non si va durante il sabato. È anche molto più rilassata rispetto a quella italiana, non ci sono interrogazioni, le verifiche sono rare, perché ci sono gli esami alla fine dell’anno, che normalmente gli studenti internazionali non fanno e anche i compiti sono quasi inesistenti. Questo non vuol dire però che sia facilissima, il fatto che sia tutto in inglese la rende un po’ complicata e comunque bisogna sempre impegnarsi al massimo, perché abbiamo scelto di fare questa esperienza, non per rilassarci, ma per imparare qualcosa che ci ricorderemo per tutta la vita. All’inizio era strano andare a scuola qui, perché in Italia vado in una scuola cattolica, che non è troppo grande. WHS invece è enorme, ogni giorno vedo qualcuno che non avevo mai visto prima camminare per i corridoi ed è anche considerata molto libera, persino dai kiwi. Non ci sono tantissime regole, ci si può vestire come si vuole e ognuno ha la possibilità di esprimere se stesso nel migliore nei modi. È un ambiente dove ho conosciuto persone molto diverse da me e che probabilmente non avrei mai conosciuto se fossi rimasta tutta la mia vita in Italia. Sono davvero grata a questa scuola perché ora sento di avere la mente molto più aperta ad accettare persone cha hanno visioni del mondo diverse dalle mie e che sono davvero diverse da me. Ho conosciuto un sacco di persone da tutto il mondo, non solo kiwi, ma anche giapponesi, cinesi e persone da tutta Europa. La mia migliore amica, che ho conosciuto qui, è tedesca e stiamo già organizzando come fare per rivederci quando saremo tutte e due a casa in Europa. Le responsabili del dipartimento degli studenti internazionali sono fantastiche: Maria, Julie e Di sono sempre pronte ad aiutarmi se ho bisogno di qualsiasi cosa e si impegnano sempre perché noi studenti internazionali abbiamo la possibilità di vivere al meglio la nostra esperienza. Sono sempre disponibili e se un giorno ho un problema, durante la pausa pranzo vado da loro e il problema è subito risolto!

 

Inoltre, vivere a Wellington è meraviglioso, è la capitale neozelandese, ma non è enorme, quindi mi sento sicura ad andare dappertutto anche da sola e ci sono tantissime cose da fare e cose nuove da scoprire. Ogni weekend faccio qualcosa di diverso e annoiarsi non è proprio nel mio vocabolario.

 

Adesso mi mancano un mese e mezzo prima di tornare in Italia e non so se sono tristissima o felice, credo un misto di tutte e due. Da una parte inizia a mancarmi la mia famiglia, ma dall’altra mi viene da piangere a pensare che dovrò salutare tutti gli amici che ho conosciuto qui e la mia seconda famiglia, con la quale ho vissuto così tante avventure. Il consiglio che potrei dare a ogni nuovo exchange student è di cercare di prendere ogni possibilità offerta e buttarsi a fare ogni nuova esperienza, perché si ha la possibilità di conoscere tantissime nuove persone e alcune avventure si fanno solamente in Nuova Zelanda!